Art of Gaming nasce nel 2002 da un gruppo di appassionati di elettronica di consumo, di cinema, di letteratura e arte. Ed è proprio dal background culturale della redazione che si decise di cominciare a trattare l'argomento Videogioco come un media a tutti gli effetti. Esigenza che nacque dal bisogno di sdoganare questa forma di intrattenimento dai luoghi comuni. Per anni il giornalismo di settore si era occupato dell'argomento prendendo in considerazione l'aspetto infantile dell'attività videoludica, che vedeva gli appassionati concentrati nella fascia di età adolescenziale. Ma da li a breve, forte di un perpendicolare progresso tecnologico, i Videogames subirono una trasformazione radicale, non solo tecnica ma anche nei contenuti. Sia il Game Design che la concezione stessa della struttura comunicativa del media, portò un sempre maggior consenso del pubblico la cui età media crebbe improvvisamente. Sentimmo così l'esigenza di approdare su Internet, una nuova frontiere per quanto riguardava il giornalismo di settore, e costruire una reale alternativa alla carta stampata; anzi ne era direttamente in competizione. Eravamo consapevoli che non potevamo limitarci ad esprimere le nostre impressioni di appassionati e ci concentrammo sul trovare un modo che rendesse giustizia all'argomento trattato. Ebbene dopo qualche anno di lavoro trovammo la formula giusta e cioè mettere il media Videogioco a confronto con le altre forme creative cercando punti in comune. La nostra capacità di analisi fu la nostra forza, nel voler uscire dagli schemi focalizzando la critica sugli aspetti artistici che venivano, prodotto dopo prodotto, alla luce. L'arte di videogiocare e l'arte insita nel videogioco stesso confluivano rendendo l'interazione e l'ideazione creativa del prodotto convergenti. Tanto più le immagini si susseguivano frame dopo frame tanto più AoG (Art of Gaming) assumeva una sua identità giornalistica, fino a trovare riscontro in una comunità di consumatori e appassionati che voleva leggere di videogiochi, prima di essere consigliata all'acquisto. Consapevoli anche del nostro ruolo "Commerciale" nel valutare i prodotti, adottammo una struttura di giudizio flessibile. La votazione in percentuale, il giudizio del redattore separato dalla media voti delle componenti tecniche, si dimostrarono un sistema efficace per informare. Strutturare le recensioni con un ordine che prevedeva introduzione, un breve racconto dell'esperienza, approfondimenti sullo sviluppo del gioco e l'opinione del singolo redattore sia sulle componenti tecniche che sui contenuti si dimostrò la formula giusta. Formula suddivisibile nelle forme essenziali ne "Il diario di Gioco" e "In Depht" - Approfondimento critico spesso dedicato al confronto con le ispirazioni derivanti dalla cultura in generale.
Possiamo affermare che nel corso degli anni AoG si è evoluta parallelamente al media, consolidando il gruppo di lavoro e lo stile critico che ci ha sempre contraddistinto. Abbiamo scoperto che il virtuale costituiva un'esperienza di vita parallela e il lettore amava leggere della vita nel videogioco. Il nostro era giornalismo che raccontava di una terra di confine fatta di bit, di equazione matematica, di on line gaming, di un nuovo modo di relazionarsi tra individui. Uno strumento, quello tecnologico che è diventato, nella sua interezza parte della nostra vita quotidiana. Se all'inizio degli anni novanta la spesa per una console veniva considerata appannaggio di appassionati dediti ad un passatempo fine a se stesso, al giorno d'oggi la diffusione del media interattivo (così amiamo definirlo) è tale che qualsiasi apparecchio simile ad un Pc (una macchina di calcolo) deve essere in grado di ospitarlo. Il videogioco è diventato una forma di comunicazione di larga diffusione e le spese di produzione si sono decuplicate in pochissimo tempo, per ospitare formule sempre più complesse di interazione. E' indubbio che la simulazione di una realtà parallela deve tenere conto di moltissimi fattori, non ultimo è evidente che i mondi che creiamo virtualmente, assomigliano sempre più a sogni elettronici. In prospettiva la nostra cultura, in tutte le sue componenti, da quella figurativa a quella letteraria, ha un nuovo spazio in grado di contenerla. Lo stiamo vedendo in questo periodo, che la tendenza è quella di andare oltre il semplice gameplay e di creare sempre più un coinvolgimento del "giocatore". Giocatore: questo è quello che distingue il videogioco dai media passivi. Ne siamo direttamente coinvolti e non semplici spettatori. AoG racconta questa esperienza, la critica, ne fa giornalismo, reportage, testimonianza, permette al lettore di trovare la strada per comprendere il media, per farlo proprio e apprezzarne i contenuti. Se per noi il videogioco è Arte lo è nell'eccezione che rappresenta, nella sua particolare forma comunicativa e rispetto a quello che sono le sue caratteristiche peculiari. Questo è quello che offriamo al lettore non semplicemente un punto di vista sull'argomento, ma giornalismo in grado di orientare e di far crescere il gusto del pubblico.
Clicca sull'immagine per accedere ad Art Of Gaming




